PERFORMANCE

16/03/2018

19.30
> MOLE VANVITELLIANA
 Sala Boxe

Al contrabbasso musiche di Stefano Scodanibbio eseguite da Giacomo Piermatti

 

Giacomo Piermatti nasce a Foligno nel 1986. Studia contrabbasso con Daniele Roccato e Stefano Scodanibbio. Fortemente attratto dalla musica contemporanea, si è misurato con il repertorio solistico più significativo del ‘900 per contrabbasso solo e lo ha presentato in numerosi festival. L’interesse per la contemporaneità lo ha portato a collaborare con i più importanti compositori di oggi quali Giancarlo Schiaffini, Vinko Globokar, Butch Morris, Gerard Pape, Sofia Guabaidulina, Hans Werner Henze, Fabio Cifariello Ciardi, Filippo Perocco. Suona nel “Ludus Gravis”, unica formazione in ambito europeo costituita da soli contrabbassi con il quale ha partecipato a numerosi festival internazionali. Nel 2013 ha suonato nel “Lucerne Festival Academy” ed è stato diretto, tra gli altri, da Pierre Boulez, Pablo Heras-Casado e David Robertson. In ambito teatrale ha collaborato con Emilia Romagna Teatro e l’Opera Nazionale di Pechino, per lo spettacolo “Faust – Una ricerca sul linguaggio dell’Opera di Pechino”, con il CRT – Teatro dell’arte di Milano, per lo spettacolo “Più Giù” di cui è anche autore delle musiche insieme a Vincenzo Core, e con la compagnia Masque Teatro, per gli spettacoli “The Decision” (2015) e “Marmo” (2016). Ha effettuato registrazioni radiofoniche per RadioTre e discografiche per Wergo ed ECM.

21.30
> MOLE VANVITELLIANA
 Auditorium

in lingua inglese

HIM

Uno spettacolo di FANNY & ALEXANDER, con Marco Cavalcoli

produzione: Fanny & Alexander
drammaturgia: Chiara Lagani
regia: Luigi De Angelis
promozione: Paola Granato e Marco Molduzzi
organizzazione: Serena Terranova
logistica: Fabio Sbaraglia
amministrazione: Marco Cavalcoli e Debora Pazienza
si ringrazia Teatrino Clandestino

«E la voce?». Chiese la bambina. «Oh, io sono ventriloquo», disse l’omino, «e posso fare uscire il suono della mia voce da dove voglio; per questo hai creduto che venisse fuori dalla testa. E adesso vi mostrerò le altre cose che ho adoperato per ingannarvi…» – F. L. Baum, Il Meraviglioso Mago di Oz

Malgrado la durezza e la crudeltà che mi è sembrato di vedere nel suo viso, ho avuto l’impressione che davanti a me ci fosse un uomo di cui ci si poteva fidare, una volta che avesse dato la sua parola. – Dal discorso di N. Chamberlain alla Camera dei Comuni, 28 settembre 1938

Forse delle immagini mi affascina proprio la possibilità di non controllarle mai fino in fondo. Non so esattamente perché, ma mi sembra sempre che le immagini non appartengano mai a nessuno e che invece siano lì, a disposizione di tutti. – Maurizio Cattelan, Lectio magistralis

Al termine della sua famosa storia Dorothy giunge a Oz e, in procinto di essere esaudita, scopre che il suo mago è un falso mago e un vero artista: un ventriloquo, esperto d’aria e mongolfiere, di illusioni e altre cose inesistenti. Le alterne sembianze del mago – la grande testa, la bella dama, la bestia feroce – si rivelano fittizie e mendaci. Ma erano davvero un inganno? Se si volesse dar un volto a questo mago, concedere un’apparenza istantanea al suo smascheramento, forse più che un’immagine occorrerebbe una lacuna, una traccia, un lembo del suo possibile e misterioso aspetto. Quest’istantanea, però, sarebbe lunga quanto la storia che l’ha prodotta, o che dall’immagine si è generata, lunga quanto il racconto intero che le è sigillo e che lei sigilla. Il Mago, protagonista indiscusso della storia, artefice dell’inganno e della realtà dell’opera, ne è forse il primo e solo committente: inginocchiato, crudele e devoto, esile figurina desunta dalle pale di un altare barocco, spettro tridimensionale rubato alla storia o alla storia dell’arte, statuetta ambigua sottratta a un più maestoso, ma invisibile, monumento civile. Su un grande schermo approntato su palco è proiettato un film su Il Mago di Oz. Al di sotto, al centro della scena, la figura di un piccolo dittatore-direttore d’orchestra, ossessionato dal film, del quale esegue senza tregua il doppiaggio, arrogandosi tutti i ruoli e, di più, l’intera parte audio: voci, musiche, suoni e rumori. La comicità scaturisce proprio dall’impossibilità di poter doppiare effettivamente tutto e quindi dalla necessità di selezionare, volta a volta, le parti e i punti a cui dare voce. È come se il piccolo dittatore-direttore fosse “parlato„ dal film. Egli adatta ai propri toni una differente modalità per ognuno dei personaggi e degli eventi del film, in un’esilarante miscela performativa che da un lato esalta il susseguirsi della narrazione del film, dei colpi di scena, delle battute, mentre dall’altro vi aggiunge la vitalità che è caratteristica dei modi e dei ritmi propri del teatro.

INGRESSO: € 5,00

17/03/2018

17.00 e 19.00
>
 davanti al TEATRO DELLE MUSE / itinerante
CAUSA MALTEMPO > MOLE VANVITELLIANA Bar dell’Auditorium / itinerante

THE DICKINSON’S WALK

Compagnia Cuocolo / Bosetti, con Roberta Bosetti

Lettere e poesie interpretate da Roberta Bosetti e tratte da Emily Dickinson, la poetessa americana che restituiva la grandezza della natura dal chiuso della sua stanza. Una sorta di poesia del domestico che ben si congiunge con la visione di un teatro intimo e perturbante come quello di Cuocolo/Bosetti. Scabra, dura, ironica la poesia della Dickinson trascrive l’esperienza di una donna che seppe abbracciare la condizione della solitudine e farne un provocatorio strumento di conoscenza. È da molti anni che Cuocolo/Bosetti stanno portando in giro per il mondo le loro riflessione sulla Dickinson. E solo più recentemente che lo spettacolo è diventato un’affascinante passeggiata radio guidata in cui si cerca di penetrare e attraversare il mondo della poetessa americana. Anche questo spettacolo come tutto il progetto Interior Site Project nasce dalla rielaborazione di materiali autobiografici.

La Prima volta che ho letto Emily Dickinson avevo diciott’anni. Sono sempre stata quella che si dice una persona innamorata della lettura. Però preferivo la prosa. Amavo le storie. Cosa fosse davvero la poesia non me lo ero mai chiesto. Lo avessi chiesto alla Dickinson avrebbe detto che poesia è saper distillare un senso stupefacente dai significati ordinari. È questo il genere di poesia che amo, nessuno mi potrebbe convincere del contrario. – Roberta Bosetti

INGRESSO: € 5,00
Posti limitati, prenotazione obbligatoria presso la biglietteria del Teatro delle Muse

19.30
> MOLE VANVITELLIANA
 Sala Boxe

“IL CAVALLO MAGICO E ALTRE FIABE”
sonorizzazione dal vivo dei corti di silhouette di Lotte Reininger

Musiche di Doriana Legge live electronics, al violoncello Flavia Massimo

Quando parliamo delle origini del moderno film d’animazione è d’obbligo riferirci al lavoro di Lotte Reiniger (1899 – 1981), creatrice di circa quaranta film di silhouette tra il 1910 e gli anni 1970. Sono fiabe dagli aspetti onirici e visionari, storie della tradizione europea che rivivono nelle opere della regista, che segna l’avanguardia cinematografica del Novecento. Quello di Lotte Reiniger è un linguaggio visivo e formalmente autonomo, che apre nuovi orizzonti per una moderna forma di espressione tra arte, fiabe e cultura popolare.
Con l’avvento del cinema sonoro la regista inizia a esplorare le possibilità creative tra musica e immagini. Di fatto il progetto di sonorizzazione dal vivo – con le musiche originali di Doriana Legge e la partecipazione di Flavia Massimo al violoncello – vuole rifarsi a quell’artigianato fiabesco proprio della regista.


Doriana Legge, musicista e compositrice è anche docente di Storia del teatro presso l’Università degli studi dell’Aquila. Per questo lavoro ha unito le sue diverse sensibilità artistiche e professionali creando una drammaturgia sonora strettamente legata al mondo fiabesco evocato dalla Reiniger. La musica non è più semplice sostegno della drammaturgia visiva ma una strada alternativa più complessa per una diversa lettura delle opere.
Il progetto si articola attorno alla sonorizzazione di quattro cortometraggi, meglio definiti come film di silhouette, che appartengono a diverse fasi del lavoro di Lotte Reiniger
1922 Cenerentola (Cinderella) – tratto dalla fiaba dei Fratelli Grimm
1954 La Formica E La Cicala (The Grasshopper And The Ant) – tratto dalla fiaba di Jean de La Fointaine
1954 Il Cavallo Magico (The Magic Horse) – è un estratto dal lungometraggio Le Avventure Del Principe Achmed
1955 Jack E Il Fagiolo Magico (Jack and the Beanstalk) – basato su una fiaba popolare inglese, con silhouette nere su sfondo a colori.

18/03/2018

18.00 > 22.00

> TEATRO DELLE MUSE Sala Melpomene e Sala Talia

DANCE ME DAY in collaborazione con Marche Teatro

“PASSENGER_il coraggio di stare” di Tommaso Serratore

ideazione, regia e coreografia Tommaso Serratore | interpretazione e collaborazione Elisabetta Bonfà, Miriam CinieriTommaso Serratore | video Salvatore Insana | luci Eleonora Diana | musiche Gabriele Ottino | creazione realizzata nell’ambito del progetto Residenze coreografiche Lavanderia a Vapore 3.0 / Piemonte dal Vivo | coproduzione Festival Oriente Occidente | con il sostegno di ACS Abruzzo Circuito SpettacoloLUFTSosta PalmiziCorsia OFVersiliadanzaAssociazione Didee

L’orizzonte è in costante cambiamento mentre i corpi dei danzatori esplorano le suggestioni generate dai pensieri di Christopher McCandless. Il desiderio di scoperta e la consapevolezza di sé maturano la possibilità di fare una scelta e infine decidere di cambiare la propria vita. Tra la possibilità di scegliere e la decisione messa in atto c’è la pulsione umana e l’istintività con cui ognuno di noi si rapporta a sé stesso e al mondo circostante. Viaggio e libertà sono i temi su cui si è fondato il percorso creativo, frutto di diverse esperienze in contesti extraurbani eccezionali e in luoghi caratterizzati da una forte connotazione semantica come quello carcerario. Un magma di immagini, suoni, luci e corpi in movimento rivela la battaglia interiore necessaria per una rinnovata scoperta di sé.

“CIAK” di Davide Calvaresi

con Giulia Capriotti e Davide Calvaresi | regia Davide Calvaresi | consulenza drammaturgica Ugo Mancini | residenza artistica Arte transitiva Officine Caos Torino

Ha detto il regista francese Jean-Luc Godard che “la televisione crea l’oblio, il cinema ha sempre creato dei ricordi”. Ciak è un’avventura nel cinema che ha per protagonista ciò che il cinema ha sedimentato in noi, nella nostra formazione e nella nostra cultura. Un linguaggio comune di immagini, suoni ed emozioni da riconoscere e in cui riconoscerci. Ma la performance teatrale Ciak, essendo proiettata in presa diretta su uno schermo, giocando sull’interazione figura-video, diviene essa stessa un film. Un film che ha una sua sceneggiatura, fatta di altri film, un caleidoscopio di grandi classici tra i quali ci si muove dandogli nuovi significati. Perché Ciak è anche un gioco, in cui il susseguirsi delle citazioni cult viene elaborato in un contesto sottilmente ironico, dove è proprio l’incontro tra la nostra memoria cinefila e lo straniamento proposto in scena dalle sperimentazioni sulla falsa prospettiva a generare un’esperienza divertente e stimolante.


pausa


21.00

PRIMA REGIONALE

“BLACK LIGHTS” di e con Andrea Baldassarri e Tommaso Monza

È un progetto ideato e curato da Tommaso Monza in collaborazione con Andrea Baldassarri

Una produzione Compagnia Abbondanza/Bertoni, col sostegno di Casa del TeatroTeatro due Mondi – Faenza, col sostegno del circuito residenze del bando CURA 2017Residenza IDRA (BS), Stalker Teatro (TO) e Teatri di Vita (BO).

Il “Controluce” assordante di Black lights è metafora del viaggio del migrante: non lo conosciamo, solo lo ipotizziamo, lo mitizziamo e tentiamo di trarne delle verità muovendoci a carponi in un mondo per noi sfocato ed indefinito. Eppure una cosa emerge chiara dall’ombra: il senso dell’umanità e della tragedia che la migrazione porta con sé. L’idea che tutto lo sforzo fatto per giungere in fondo sia vano è lì, davanti a noi, ed è ciò che più ci fa paura, che più ci viene voglia di nascondere al buio. Nel viaggio fra la luce e il buio, epopea del migrante, i due corpi vengono sorpresi, scoperti, ridisegnati in un’astrazione che non appartiene alla loro fisicità.

BIGLIETTO: singolo spettacolo € 6,00
serata intera € 12,00

22/03/2018

8

19.00
> MOLE VANVITELLIANA
 Bar

MASCALZONI SWING BAND

a cura de Il Bugigattolo

22.00
> MOLE VANVITELLIANA
 Sala Boxe

VHS-Videotape High School

set audiovideo a cura di Marco Cruciani

VHS è uno spettacolo audiovisuale pensato a partire dal personale archivio di studi del regista Marco Cruciani e raccoglie circa 4000 film fra cinema di finzione, documentari e videoarte.
L’apparato dei contenuti risulta quindi composto dal film-blob oramai racchiuso in un’unica videocassetta VHS che scorre in modo cinematografico sullo schermo raccontando un viaggio,  su come è fatto il sole, spazia fra le stelle con immagini tratte da rari documentari, approda nella storia dell’uomo primitivo per ripartire dai tuareg del deserto, in orbita e in fondo ai mari, fra i mille paesaggi della storia del documentario e altrettante situazioni prese da quella del cinema, sulle strade con gli easy riders e i taxi drivers, a cavallo con gli indiani, sulle navicelle degli extraterrestri e così via.

23/03/2018

22.00
> MOLE VANVITELLIANA
 Bar

BLACK CAT MANOUCHE in concerto

Violino Luca Catena, Contrabbasso David Padella, Chitarra Giammarco Polini e Batteria Mauro Cimarra.

Il progetto BlackCat Manouche nasce dall’incontro di quattro musicisti per promuovere la cultura e la tradizione musicale degli zingari Manouche. L’intensa attività concertistica li porta a consolidare uno stile sempre più personale, senza mai dimenticare le radici del Gypsy Jazz, fonte della loro ispirazione. Infatti l’essenza dei BlackCat Manouche è stata sempre caratterizzata da un originale e personale sforzo nella ricerca del suono e delle dinamiche. I Black Cat Manouche propongono una musica basata sull’improvvisazione, aperta alle contaminazioni, derivante principalmente dalla fusione i swing, folklore tzigano e melodia italiana. Il repertorio comprende riarrangiamenti di brani di Django Reinhardt, alcuni standards e nuove composizioni originali.

24/03/2018

21.00
> MOLE VANVITELLIANA
 Sala Boxe

ØKAPI & ALDO KAPI’S ORCHESTRA
Pardonne-moi, Olivier!

16 oiseaux pour Olivier Messiaen
music Økapi – visual Simone Memèg>

Una parabola plunderfonica, è quella di Økapi, attraverso l’immaginario musicale di Olivier Messiaen, compositore francese del XX secolo. Messiaen ha spinto la composizione classica attraverso i territori della sperimentazione, animato da verticalità spirituale e attenzione ai suoni terrestri. Messiaen amava la musica della natura. Per tutta la vita viaggiò cercando di trascrivere su pentagramma i versi degli uccelli. Økapi è partito da lì. Da abile collagista elettronico, ha decostruito con pazienza tutta la sterminata produzione musicale di Messiaen per omaggiarlo con un suo, inedito, catalogo ornitologico suddiviso in tre movimenti: amore umano, amore divino, amore per la natura.
L’album, uscito per l’etichetta Off-Record (http://off-recordlabel.blogspot.it/), vede la partecipazione anche di: Mike Cooper (chitarra), Geoff Leigh (voce, sax soprano e flauto).
Nel progetto live, i visuals del video-artista Simone Memè accompagnano Økapi e la sua fantomatica orchestra di campioni sonori, la Aldo Kapi’s Orchestra.

BIGLIETTO: € 5,00

25/03/2018

11.00
>
 a partire da PIAZZA DEL PAPA / itinerante

 

ANNULLATO CAUSA INFORTUNIO DELLA DANZATRICE

WALK #1
guida danzante per la città – con Eleonora Greco

musica di Paolo Bragaglia scaricabile tramite l’app GEO TRACKS
una produzione Cinematica Festival in collaborazione con Acusmatiq

WALK #1 è una performance di danza urbana che si basa su un progetto di realtà aumentata sonora, Geotracks, realizzato ad Ancona nel 2010 per il festival AcusmatiqGeotracks è una sonorizzazione interattiva di itinerari urbani ideata dal compositore Paolo F. Bragaglia, un’autentica colonna sonora dell’itinerario pedonale, fruibile in cuffia attraverso lo smartphone, che si evolve sulla base della posizione di ciascun ascoltatore lungo i percorsi determinati. Il percorso comincerà da Piazza del Plebiscito, passerà da Via Bonda, da Santa Maria della Piazza, dall’Arco di Traiano per finire alla fontana dei Due Soli, al porto. Prenotazione obbligatoria alla infoline 333 9573020 oppure alla mail cinematicafestival@gmail.com

Per seguire la performance si dovrà:
– avere a disposizione uno smartphone dotato di Apple IOS o Android collegato alla rete dati
– avere a disposizione un paio di cuffie/auricolari
– scaricare gratuitamente da App Store o da Google Play Store l’applicazione Layar e installarla
– accedere al menù dell’applicazione, selezionare Geolayers  e con la funzione search layers cercare Geotracks
– recarsi a Piazza del Plebiscito ad Ancona e attivare il primo percorso denominato “Plebiscito-Molo”.
Tramite la funzione Mappa sarà possibile verificare la propria posizione rispetto all’itinerario.

Chi non ha la possibilità di collegarsi alla rete dati o non possiede uno smartphone con i requisiti richiesti potrà:
-scaricare i brani che compongono il percorso dalla pagina: https://paolobragaglia.bandcamp.com/geotracks e caricare i brani come playlist all’interno del proprio Smartphone o lettore musicale portatile MP3.
– attivare la riproduzione delle diverse tracce lungo il percorso, sulla base delle indicazioni del personale del festival addetto all’assistenza del pubblico.


Attivo sin dagli anni ’80, Paolo F. Bragaglia si interessa ai rapporti possibili della musica con l’immagine in movimento e successivamente con gli spazi architettonici, le arti visive, la parola, la danza e la scena. Inizia così un’intensa attività di compositore e sound designer per colonne sonore, sonorizzazioni, spettacoli multimediali. È produttore discografico, ha pubblicato 8 album e numerosi remix, ha realizzato centinaia di colonne sonore per commercials italiani e internazionali, ha fondato ed è direttore artistico del festival Acusmatiq e tra i fondatori del progetto MacchineNostre. Nel 2018 uscirà il suo nuovo album.

Eleonora Greco, pugliese di origine ma residente nelle Marche, inizia sin da giovanissima gli studi di danza e teatro. Nel 2016 vince un bando nazionale della regione Umbria e accede al corso di alta formazione per attore performer a Perugia presso il CUT che finirà ad Ottobre 2016. All’interno di questo percorso lavora per il TSU con Leonardo Delogu attraverso la danza sensibile e l’arte performativa urbana. Nel 2017 viene selezionata all’interno di una rassegna coreografica per assoli contemporanei con un suo primo studio coreografico dal titolo “Zona Rossa” all’interno del festival “Miniatures”, Perugia, dove tornerà per riproporlo nel Luglio 2017 all’interno della serata “Il tempo aperto”. Effettua una residenza del coreografo Nicolas Grimaldi Capitello presso la struttura Camere d’Aria di Bologna e vince, sempre con lo stesso, il bando regionale “MU.D.” presso il TAN – Teatro Area Nord coordinato dalla compagnia INTERNO 5, Napoli Dicembre 2017.

21.00
> MOLE VANVITELLIANA
 Sala Boxe

HOMAGE TO MAYA
video Paolo Ranieri – live music Fernweh

 

Un’opera audiovisiva di Paolo Ranieri e Fernweh che omaggia la produzione di Maya Deren, protagonista della più ardita ricerca sperimentale cinematografica del primo novecento, indagando temi quali la visione, la realtà, il riflesso, l’identità, il rituale.
Homage to Maya gioca sulla giustapposizione di alcune delle opere realizzate dalla Deren negli anni ’40. L’omaggio a Maya si compie nell’uso del montaggio, che, come nell’opera dell’autrice, è qui protagonista nelle vesti di un deus ex machina capace di accostare realtà in apparenza incompatibili, generando una realtà nuova dove i singoli elementi conservano tuttavia la loro sostanza.
La realtà di Homage to Maya assume le vesti di una visione: proprio come accade nelle visioni o nei sogni lo spazio perde concretezza e la narrazione si esaurisce nei singoli movimenti, ora frammentati e alterati da un apparentemente insensato gioco di ripetizione e variazione.
La musica conserva i contrasti tra le scene e le fratture del montaggio; frammenti di field recordings accompagnano il viaggio di Maya, alternati ad elementi elettronici. L’unico apparente filo conduttore è il piano preparato, altro protagonista della ricerca sperimentale del primo novecento.


Paolo Ranieri si occupa dell’ideazione, progettazione e coordinamento dei contenuti multimediali e degli exhibit di Mostre, Musei e Installazioni multimediali in genere.
Dal 1993 al 2003 collabora stabilmente con lo Studio Azzurro come montatore e regista. È tra i fondatori dello studio di produzione N!03 di Milano, per un decennio leader in Italia nella progettazione e realizzazione di allestimenti e percorsi multimediali per Mostre e Musei.
Nel 2013 ha fondato, con altri due designer visuali e multimediali, Karmachina, società di visual e multimedia design con la quale realizza installazioni e percorsi multimediali.
Ha realizzato, in veste di Coordinatore e Supervisore Artistico dei contenuti e del progetto allestitivo, il Museo Multimediale Federico II Stupor Mundi a Jesi (An). Dal 2017 si occupa con Karmachina della progettazione e realizzazione delle Visitor Experience, dei contenuti audiovisivi e dei software del percorso permanente multimediale del Museo M900 di Mestre.

La band Fernweh nasce nel 2014 come due elettronico formato da Lorenzo Cosci alla batteria e Daniel Leix Palumbo alle tastiere e sintetizzatori, cui si aggiunge nel 2015 Emiliano Bagnato alla chitarra e ai sintetizzatori. 
La musica dei Fernweh è un ibrido tra elettronica ed acustica, studio ed improvvisazione, istintività e introspezione.
La band alterna l’utilizzo di loop e strutture tipiche della musica elettronica a digressioni e improvvisazioni prevalentemente strumentali, ricercando un sound che possa creare una sorta di filo conduttore tra molteplici stili ed influenze musicali. Il fine ultimo è infatti quello di creare un’unità di intenti che sorga dal confluire di diverse idee e dal background artistico che ogni singolo componente porta con sé.

BIGLIETTO: € 5,00


a seguire


CLOSING PARTY CINEMATICO

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